Qui ad Atene noi facciamo così

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia. Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Pericle, Discorso agli ateniesi 461 a.c.

Pubblicato da Silvano Sartore, giovedì 24 settembre 2009, nella categoria citazioni.

Net neutrality

Il concetto di neutralità della rete è abbastanza semplice: chi fornisce la strada (ovvero il trasporto dei dati sulla rete Internet) non dovrebbe discriminare sul tipo di traffico che la percorre. La neutralità della rete non è chiedere l'accesso ad internet gratuito, né affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. La neutralità della rete è il principio per cui gli utenti di internet dovrebbero avere il controllo su cosa possono vedere e quali applicazioni vogliono usare su internet.
Permettere ai fornitori di accesso di discriminare il tipo di traffico significa dare alle grandi compagnie di comunicazione il potere di decidere quale informazione far transitare e con quali applicazioni poterla trattare. A tutti gli effetti si tratta di un potere di censura e di permettere la rendità di posizione a chi è dominante nel mercato.
Il Parlamento Europeo, da sempre eccessivamente sensibile alle lobby dei potentati economici, ha pensato bene, proprio in questi giorni, di promuovere una direttiva che consentirà ai fornitori di accesso di avere il controllo su cosa possono vedere e quali applicazioni possono usare i loro abbonati. È per questo che i rappresentanti di migliaia di utenti Internet stanno chiedendo al Parlamento Europeo di ripensare a ciò che sta per fare e di emendare il testo in discussione in modo da renderlo rispettoso dei diritti dei cittadini dell'Europa.

OPENNET COALITION: OPEN LETTER TO THE EUROPEAN PARLIAMENT

Pubblicato da Silvano Sartore, martedì 28 aprile 2009, nella categoria sysadmin.